is an Italian poet, essayist, translator & editor of Transference.EU & Beyond.   As a writer, I believe in the need to move  one's poetics forward to go beyond aesthetics. This to free the poet's speech from some of the recurrent preoccupations that affect the act of communicating one's feelings and thoughts.

Moreover, in transcending one's worries concerning aestheticism, one doesn't necessarily produce non-  aesthetic verbal artifacts. In fact, one might end producing marvels.

The opposite is also true and one might end producing ugliness after years of striving towards the implementation of principles such as the "good" and the "beautiful".

The system of going beyond aesthetics does not solve the more insuperable problem of talent, practices and inspiration. Yet,  psychologically it is like fighting one's taboos.
a journal on the writer's
role in society

edited by
esther altshul Helfgott

Contributors are invited
to address the question:
What is the writer's
responsibility to self
& society?
__________________
                                                                   
Erminia Passannanti


'di mia madre'

non chiedermi perché
l'insondabile occhio che mi guarda
equivalga al catino
in cui mi specchio
pettinandomi  all'alba
quando rammendo
i discorsi inconcludenti
di mia madre

ho trascritto le sue labbra
e rievocato la voce
della significanza
come un occhio che scruta
o un dito puntato
d' un dio d'un gendarme

sebbene me ne stia
tra un ruscelletto verde
e due pietre angeliche
ancorché fraintesa
pur godo del ricordo
di quelle tre quattro strofe
ch' ebbi a ponderare
quale loro unica giudice
 
e dal catino traboccano
le acque della bellezza
putride

una voce baritonale 
canta
ma senza strazio
spoglia di colpa storica
una nenia insaziata  
un grido senza fede
e senza speranza
volendo molto amare
e grandemente
giustificare la propria esistenza
pagando non più
di tre centesimi al mese
 
ma, dov'e' mia madre?
credevo d'averla lasciata seduta
quaggiù in giardino
quieta nella sua vestaglietta
da casa a fiori azzurra
in tardiva difesa delle tasche
con fiera risolutezza d'orfana

a frangere le coerenze altrui
ma senza disappunto

ah, eccola dove credevo fosse

malgrado il silenzio
della posa marmorea
vedi come alza verso di me lo sguardo celeste
del volto lacerato

sorride, stringe le labbra
come a baciare l'aria.

 
Oxford, 2001 All rights reserved. Erminia Passannanti
                                                                   
Erminia Passannanti


'di mia madre'

non chiedermi perché
l'insondabile occhio che mi guarda
equivalga al catino
in cui mi specchio
pettinandomi  all'alba
quando rammendo
i discorsi inconcludenti
di mia madre

ho trascritto le sue labbra
e rievocato la voce
della significanza
come un occhio che scruta
o un dito puntato
d' un dio d'un gendarme

sebbene me ne stia
tra un ruscelletto verde
e due pietre angeliche
ancorché fraintesa
pur godo del ricordo
di quelle tre quattro strofe
ch' ebbi a ponderare
quale loro unica giudice
 
e dal catino traboccano
le acque della bellezza
putride

una voce baritonale 
canta
ma senza strazio
spoglia di colpa storica
una nenia insaziata  
un grido senza fede
e senza speranza
volendo molto amare
e grandemente
giustificare la propria esistenza
pagando non più
di tre centesimi al mese
 
ma, dov'e' mia madre?
credevo d'averla lasciata seduta
quaggiù in giardino
quieta nella sua vestaglietta
da casa a fiori azzurra
in tardiva difesa delle tasche
con fiera risolutezza d'orfana

a frangere le coerenze altrui
ma senza disappunto

ah, eccola dove credevo fosse

malgrado il silenzio
della posa marmorea
vedi come alza verso di me lo sguardo celeste
del volto lacerato

sorride, stringe le labbra
come a baciare l'aria.

 
Oxford, 2001 All rights reserved. Erminia Passannanti
a journal on the writer's
role in society

edited by
esther altshul Helfgott

Contributors are invited
to address the question:
What is the writer's
responsibility to self
& society?
__________________
is an Italian poet, essayist, translator & editor of Transference.EU & Beyond.   As a writer, I believe in the need to move  one's poetics forward to go beyond aesthetics. This to free the poet's speech from some of the recurrent preoccupations that affect the act of communicating one's feelings and thoughts.

Moreover, in transcending one's worries concerning aestheticism, one doesn't necessarily produce non-  aesthetic verbal artifacts. In fact, one might end producing marvels.

The opposite is also true and one might end producing ugliness after years of striving towards the implementation of principles such as the "good" and the "beautiful".

The system of going beyond aesthetics does not solve the more insuperable problem of talent, practices and inspiration. Yet,  psychologically it is like fighting one's taboos.